“La prossima settimana il Cipe si riunirà e, in quell’occasione, ancora una volta il governo nazionale confermerà il suo impegno a finanziare i provvedimenti di ridefinizione dei Fondi di sviluppo e coesione richiesti dalla Sicilia. Nessun allarmismo: abbiamo preso un impegno e questo impegno verrà mantenuto nei tempi prestabiliti”.

Il sottosegretario Davide Faraone rassicura così i Forestali, il costituendo governo,m il Parlamento siciliano e tutti i siciliani. I fondi Cipe arriveranno già la prossima settimana. Ci saranno i fondi per i forestali ma anche tutti gli altri fondi concordati per raggiungere la fine del 2015 senza altri intoppi.

Ma ciò che Faraone non scrive chiaramente e che è solo fra le righe è che da Roma stanno per dire sì anche ai fondi per il bilancio 2016, il miliardo e 400 milioni necessario per il bilancio di previsione del prossimo anno. Sarà uno scambio di favori fra Roma e Palermo. Ci sarà un trasferimento di funzioni a fronte del quale arriveranno risorse e Palermo rinuncerà ad un pezzo di autonomia fiscale.

Di fatto Roma ottiene di cominciare a smontare lo Statuto e in cambio permette a Crocetta di restare in sella pagandolo per questo risultato che riguarderà anche il futuro della Sicilia. E come se non bastasse in cambio ci sarà anche posto per tutti in giunta.

Una giunta che dovrà nascere entro sabato e non solo perchè questo è il nuovo ultimatum di Crocetta lanciato da Tunisi. Sabato, stavolta, è davvero uno spartiacque. Se la giunta non nascesse domani rischierebbe di non nascere più e l’accordo, ormai, è quasi raggiunto.

Quasi è la parola giusta perché il gioco degli indecisi rischia di far saltare la mappa delle deleghe alla quale si era cominciato a lavorare ieri sera dopo l’accordo ‘numerico’ sulla divisione degli assessori.

I nodi sono quattro e due di questi, la metà,riguardano il Pd, Innanzitutto il balletto di Giuseppe Lupo che cambia idea due tre volte al giorno sull’entrare po meno personalmente. Una volta entra lui, una volta Barbagallo, un’altra volta lascia Purpura e alla fine sembra che mandi in giunta una donna ovvero la Cirone anche per rispettare le quote rosa.

Se Lupo non entra personalmente Cracolici tentenna. Lui ha voglia di impegnarsi ma non vuole essere l’unico capocorrente. Così i cuperliani potrebbero, alla fine, mandare in giunta Marziano e Raia. Confermati Baccei e Gucciardi ci sono dubbi, in area Renzi, su Vania Contrafatto sulla quale sono piovuti molti veti ma lei resiste.

I renziani sono, comunque, alla fine i veri vincitori di questa sfida. Tre assessori li ottengono direttamente e poi potranno contare su almeno altri due assessori ‘alleati’ ovvero almeno un Pdr Sicilia Futura (se non due) e un Psi Megafono.  Quindi, alla fine, l’area Renzi allargata potrebbe contare su mezza giunta e perfino rivendicare qualche posto in Parlamento fra capogruppo, vice presidente Ars e presidenze Cmmissione Affari istituzionali e Attività Produttive che vanno a liberarsi con questo rimpasto.

Ma il terzo nodo è quello di un altro indeciso: Ncd. Il gioco di entro o non entro continua e dunque danza anche la possibilità di un posto per Luisa Lantieri di Sicilia Democratica anche se l’eventuale no di Ncd, se confermato, tornerebbe a svegliare Sicilia Futura che sembrava essersi accontentata, alla fine, di un solo assessore.

A conti fatti ecco la mappa probabile del governo di domani: Area Renzi tutto resta così com’è Baccei, Gucciardi e Contrafatto (ma Laccoto sta alla finestra ad attendere anche se ha la sfortuna di essere maschietto in tempi di quote rosa), area dem Giuseppe Lupo (o la Cirone) e in realtà anche questo assessorato è per metà renziano. Area Cuperlo Cracolici (o Marziano se non entra Lupo) e Raia. L’Udc manda Pistorio alle infrastrutture e colloca Gianluca Micciché. Mariella Lo Bello, donna di fiducia del Presidente, tiene le Attività produttive e lascia la Formazione. Il Pdr Sicilia Futura lascia Croce al territorio, entra Di Giacinto in quota Psi Megafono e poi resta la danza per l’ultimo posto per il quale dovranno vedersela in tre. Da un alto Ncd favorito ma se rinunciasse in pole position ci sarebbe Luisa Lantieri di Sicilia democratica fino ad oggi in panchina ma attaccata da Pdr Sicilia Futura che tornerebbe a chiedere il secondo posto per Lentini. Una guerra fra ex compagni di partito.

E intanto i soldi del fondo di riserva per la sanità vanno ai Forestali per placare la piazza e giocando un po’ con il fuoco perché è vero che la settimana prossima il Cipe libera le risorse ma se dovesse esserci un ritardo i rischi non sono pochi. E non si parla di impugnativa. si rischia di spostare lo stop imposto ai Forestali in un delicato settore come la sanità al prima incidente economico di percorso