SOSPESA LA CHIUSURA DEL PUNTO NASCITA A PATERNO'. DIVENTA UN CASO REGIONALE DI GIUSTIZIA SOCIALE
ADOMEX
31/12/2014 19:42

Tutto sospeso per la chiusura del punto nascita dell'Ospedale di Paternò. Il Governo Regionale in uno con la Direzione dell'ASP catanese vuole vederci chiaro sullo scippo che il precedente governo Lombardo e i suoi compari avrebbe voluto fare ai danni di Paternò, ma anche dell'intero comprensorio, solo per un capriccio campanilistico e di basso calcolo di interessi personali. Appare chiaro che di contro le sensibilità del Governatore Rosario Crocetta e del Direttore Sanitario Franco Luca hanno stabilito di aprire un tavolo per iniziare un'analisi seria su un problema di non poco conto, ma non com'è stato fatto in passato, dal governo regionale e dalla direzione aziendale che furono, attenti solamente agli interessi propri di bottega. Questa è Rivoluzione. Contro le prassi deleterie del passato che noi accompagniamo con estremo favore. La giusta amministrazione deve prevalere contro i privilegi e gli abusi e su questo saremo rigorosi nel denunciare ogni atto di malversazione amministrativa, che non vada nel senso della giustizia sociale. Se Paternò merita il mantenimento del locale nosocomio, magari parificandolo alle esigenze più moderne del sistema sanitario, con il potenziamento ovvero con la chiusura di rami secchi, si mantenga, pur rivedendo gli standard. Se invece merita la chiusura, si dimostri con estrema ragione e giustezza e nessuno potrà più scenderà in piazza a protestare. Non c'è posto, oggi, per i capricci di qualcuno. Deve prevalere la meritocrazia, in special modo in questo campo che attiene al bene primario della vita dei cittadini e questi capricci e incompetenze devono inesorabilmente essere puniti. Adesso non si scherza più. Era il 13 giugno quando il sen. Salvo Torrisi interveniva nella battaglia sul ridimensionamento del Predidio ospedaliero di Paternò, con particolare riferimento alla chiusura del punto nascita, e non solo, facendo una analisi socio-politica corretta e affermando tra le riga le responsabilità politiche di chi ha governato la Sicilia prima di Crocetta. "Sono promotore di questa conferenza stampa poiché mi sono reso conto che le necessarie forze politiche, istituzionali e sociali di Paternò debbono fare valere ancora con più forza le legittime ragioni per il mantenimento e il potenziamento dell’Ospedale “SS. Salvatore”. La mia valutazione è che nei vertici dell’Azienda sanitaria vi sia una piena e totale indifferenza rispetto alle questioni che noi abbiamo finora posto. A mio giudizio si persegue una impostazione programmatica sanitaria sbagliata nei contenuti, e quindi dannosa per la collettività. E, a tale proposito, ricordo che quando ci si è incontrati per discutere su questo tema i vertici dell’Azienda non sempre sono stati presenti, delegando il direttore sanitario del nostro Presidio; quindi siamo di fronte a una volontà di non confronto con le nostre argomentazioni. Tutto ciò mi ha indotto a rilanciare con forza la questione, e mi intesto questa conferenza stampa solo per l’episodio accaduto nei giorni scorsi all’Ospedale – durante l’inaugurazione del macchinario per la risonanza magnetica – poiché, ovviamente, tutti insieme dobbiamo recuperare gli elementi di forza della battaglia che abbiamo già condiviso per rivedere la programmazione elaborata dall’Azienda sanitaria. Difatti, grazie a quell’impegno straordinario ottenemmo la revisione di alcuni errori madornali, specialmente quelli relativi alla divisione di chirurgia che si intendeva spostare da Paternò. Quell’errore è indicatore di quanta incapacità vi sia in chi programma, anche se non si può parlare di errore poiché secondo me vi è stato un atteggiamento intenzionalmente penalizzante per ridimensionare il nostro Presidio ospedaliero: una programmazione sanitaria non può certamente non tenere conto anche dei dati statistici sulla qualità e quantità dell’assistenza fornita. Affermo ancora che se non rilanciamo con forza la questione, si corre il rischio di essere presi in giro per l’ennesima volta come collettività intera, pertanto tutti insieme abbiamo adesso il dovere di fare una battaglia definitiva. Non possiamo consentire che alcuni tecnici che sono stati messi lì da un pezzo della politica – e secondo me immeritatamente, vista la qualità di certe iniziative – possano decidere i destini di intere comunità. Il tema non è né personale né campanilistico, ma riguarda i 50 mila cittadini di Paternò e i 150 mila utenti che qui affluiscono. Quindi siamo di fronte ad una battaglia ideale di straordinaria importanza, poiché su certe scelte si gioca, appunto, anche il destino di intere realtà sociali e del loro sviluppo, specialmente in un periodo di crisi qual è quello che attualmente stiamo attraversando. Sulla programmazione sanitaria – malgrado alcune rettifiche ottenute – ripeto ancora che è sbagliata poiché non adeguata ai bisogni di questo territorio. Essa è una programmazione proposta da quel gruppo di tecnici che da quando sono stati collocati in quelle posizioni – penso alla Direzione aziendale e al direttore sanitario (nominati nell'era Lombardo ndr) – hanno avuto un occhio strabico: vedendo di mal’occhio il presidio di Paternò. Ma la madre di tutte le battaglie è quella della mancata esecuzione dei lavori di ristrutturazione dello stesso Ospedale, un ritardo causato dalla cattiva gestione dell’Azienda che li porta alla paradossale conclusione che, poiché i lavori non sono stati fatti a questo punto l’Ospedale di Paternò è meglio ridimensionarlo; questo non lo dicono ufficialmente, ma la notizia corre da tempo nei corridoi della stessa Azienda sanitaria. Conseguentemente, sui lavori di ristrutturazione dell’Ospedale dobbiamo alzare il tiro dello scontro politico ma anche giudiziario. Lì potrebbero esserci responsabilità anche di rilevanza penale, dato il ritardo di 8 anni da quando fu previsto il finanziamento. Chiedo adesso all’Amministrazione comunale di Paternò di valutare anche la possibilità di costituirsi parte civile all’interno di eventuali procedimenti – alcuni già in corso per iniziativa del ‘Comitato civico a difesa dell’Ospedale’; invito quindi il sindaco e la Giunta di intervenire nel procedimento, affinché venga accertato se vi sono degli illeciti e responsabilità, e da lì ripartire con nuove prospettive e proposte . La strategia pianificata contro il nostro Ospedale è stata fatta su più piani, ovvero sui diversi aspetti dei servizi offerti dalla struttura, a cominciare da quello del Punto nascite, dove il dato statistico nasconde una realtà diversa, con una utenza di circa 900 parti nel distretto Paternò-Ragalna-Belpasso. Qui si è determinato l’indebolimento del servizio, dell’organizzazione, dell’efficienza e delle prestazioni, col risultato di causare una riduzione delle nascite al solo 40%. Bisogna sottolineare che in questo settore la competenza di gestione e organizzazione spetta all’Azienda, la quale dovrebbe interrogarsi e agire per eliminare le cause che stanno provocando la perdita di utenti. Altro punto problematico riguarda il Centro trasfusionale e il Laboratorio analisi che sono stati il fiore all’occhiello dell’Ospedale di Paternò. Nella programmazione di riordino della rete ospedaliera esso viene addirittura ridimensionato e degradato, facendolo passare da struttura complessa a struttura semplice. Anche questo settore fa parte di quella strategia complessiva di ridimensionamento del presidio, e anche su questo tema lanciamo l’appello per una forte azione, chiedendo anche spiegazioni che finora non ci sono arrivate. Un’ultima questione riguarda la scelta di non realizzare a Paternò il Reparto di rianimazione. Ancora una volta siamo di fronte alla illogicità del riordino che si sta cercando di attuare, dato che è quanto meno contraddittorio e paradossale realizzare la rianimazione distante da Paternò, dove vi sono i reparti di Chirugia, Ginecologia e Ortopedia. Quindi, per quanto finora detto, si evince una complessiva irrazionalità della proposta che stiamo segnalando, intenzionati a rilanciare a tutti i livelli questa battaglia, riaccendendo e puntandovi i fari dell’azione politica e sociale, dell’informazione e della magistratura. Quest’ultima per chiarire se vi è stato un danno verso i cittadini utilizzando risorse pubbliche, affinché se c’è chi ha sbagliato paghi le proprie responsabilità su una questione complessa e, ribadisco, di enorme importanza per la nostra città e per il territorio". Adesso si attende l'arrivo a Paternò del Direttore Sanitario dell'ASP Franco Luca, previsto per il 9 gennaio p.v. per iniziare la discussione che porterà alla decisione finale

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